Elezioni politiche italiane: il solito caos

  Domani, domenica 4 marzo 2018, gli italiani sono chiamati a votare il rinnovo del Parlamento, ovvero della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

  Come in ogni sfida elettorale, le polemiche non sono mancate, ad iniziare da quella sulla nuova legge elettorale, di cui parleremo, cosí come non è mancato il gran clima d’incertezza che caratterizza l’universo politico del Belpaese ormai da troppo tempo.

  Andiamo dunque ad analizzare sommariamente quelle che sono state le dinamiche di una campagna elettorale che ha visto anche numerosi episodi di violenza nelle maggiori piazze d’Italia, soffermandoci sulle proposte avanzate dai maggiori partiti in corsa.

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1. Le forze in campo e programmi a confronto

• CENTRODESTRA (FI, LEGA, FRATELLI D’ITALIA, NOI CON L’ITALIA)

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  Da un lato, Forza Italia (Berlusconi), Fratelli d’Italia (Meloni), Lega Nord (Salvini) e Noi con l’Italia (Fitto), che si presenta in coalizione come CENTRODESTRA unito. Una coalizione dall’unità piuttosto precaria, che ha visto da subito frizioni tra i due leader più quotati, principalmente su temi come Europa e riforma delle pensioni. Problema apparentemente risolto con la stesura di un Programma comune.

  Per quanto riguarda gli accordi sul “Premierato”, in caso di vittoria della coalizione, sarà il leader del partito che avrà ottenuto più consensi colui che rivestirà il ruolo di Premier. Nel caso di una maggioranza FI, essendo il Cavaliere“incandidabile”, sarà Tajani, Presidente del Parlamento Europeo, a ricoprire il bramato incarico.

  Tra i punti salienti del dal centrodestra unito, troviamo la tanto discussa riforma del sistema tributario, che prevede l’introduzione di un’unica aliquota fiscale (Flat tax) per famiglie e imprese, l’eliminazione dell’imposta sulle donazioni, l’imposta di successione, la tassa sulla prima casa, il bollo sulla prima auto e le tasse sui risparmi, la revisione dei trattati europei e la tutela, in Europa, del Made in Italy, con particolare riguardo alle tipicità delle produzioni agricole e dell’agroalimentare, l’aumento delle pensioni minime, l’ azzeramento della legge Fornero, l’abolizione della “Buona scuola”, il blocco degli sbarchi con stipula di trattati e accordi con i Paesi di origine dei migranti economici, il rimpatrio di tutti i clandestini, la riduzione del numero di parlamentari e l’introduzione del principio che la difesa è sempre legittima.

• CENTROSINISTRA (PD, INSIEME, CIVICA POPOLARE, +EUROPA)

  Dall’altra parte, la coalizione di Centrosinistra, guidata dal Pd di Renzi, si presenta con la lista Insieme, i centristi di Civica Popolare del ministro Beatrice Lorenzin e +Europa di Emma Bonino. Il candidato premier? Renzi, ovviamente, nonostante il suo indice di gradimento sia nettamente inferiore al quello del Premier uscente, Paolo Gentiloni, che risulta, ad oggi, il leader più apprezzato secondo tutti gli istituti di sondaggio.

Il programma del PD prevede, tra i punti principali, la garanzia di parità salariale tra uomo e donna, un salario minimo legale per tutti, l’introduzione di incentivi per le aziende che assumono a tempo indeterminato, l’estensione del bonus-80€ alle partite Iva, la riduzione della pressione fiscale, il proseguimento della lotta all’evasione fiscale, la modifica della Legge Fornero, al fine di aumentare l’equità dei suoi effetti, l’introduzione di una pensione contributiva di garanzia per le nuove generazioni, l’accelerazione della realizzazione delle grandi opere (banda larga, alta velocità ferroviaria e piste ciclabili), la riorganizzazione dei cicli della scuola, dando spazi e tempi adeguati alla continuità e alla flessibilità dei processi di apprendimento e la proposta di 10.000 nuovi ingressi tra carabinieri, poliziotti, finanzieri, agenti penitenziari e vigili del fuoco ogni anno per aumentare la presenza dello Stato da Nord a Sud del Paese, che si unisce alla proposta di installazione di 50mila nuove telecamere per la video sorveglianza su tutto il territorio nazionale e alla prosecuzione della lotta alla mafia attraverso l’aggressione dei patrimoni della criminalità organizzata. In quanto all’immigrazione, il programma propone la modifica dell’accordo di Dublino del 2003 e lo studio di investimenti in Africa al fine di creare un’alternativa concreta alla migrazione.

Per quanto riguarda +Europa, Emma Bonino ha presentato un programma in 8 sezioni tematiche (+Diritti, +Sostenibilità, +Crescita, +Sapere, + Efficienza, +Unione, +Equità, +Lavoro); le proposte spaziano dallo studio di strategie di legalizzazione e regolamentazione dell’uso delle droghe, alla riforma del diritto di famiglia, per il superamento delle discriminazioni in materia di matrimonio, unione civile e adozione; dal superamento della legge Bossi-Fini in materia di immigrazione, alla garanzia di disincentivi di mercato all’uso di fonti inquinanti, con introduzione di una carbon tax in vista di un’uscita dal carbone entro il 2025 e del raggiungimento del 55% di elettricità da fonti rinnovabili entro il 2030. Oltre a ció, si parla di rimodulazione delle tasse con taglio delle aliquote sui redditi di persone e imprese e di riduzione della spesa fiscale, come della promessa di varo, entro i primi 100 giorni del nuovo governo, di una legge quadro per l’attuazione di tutte le direttive europee non ancora attuate ed il superamento di tutte le violazioni che oggi costituiscono oggetto di procedura di infrazione. Infine, si opta per la difesa della riforma Fornero e si propone la costruzione di un vero mercato del lavoro europeo, interdipendente e integrato, sperimentando forme di apprendistato e mobilità formativa a livello continentale.

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Il programma di Civica Popolare di Beatrice Lorenzin, invece, prevede un incremento nell’esportazione delle merci, incentivi fiscali sulle esportazioni per le Pmi che incrementano l’occupazione stabile, la gratuità degli Asili nido, un piano di riqualificazione energetica delle periferie; per il tema sanità, si propone un nuovo Piano nazionale di Governo che preveda l’abolizione del superticket da 10 euro, onde contrastare le lunghe liste di attesa e un’ assistenza domiciliare per gli anziani in tutta Italia. In tema immigrazione, si parla di sostenere l’esperienza dei corridoi umanitari, che permette a persone vulnerabili di chiedere asilo in Italia, e di promuovere l’integrazione dei richiedenti asilo tramite corsi di lingua e di di avviamento al lavoro. Infine, ramo Scuola, l’obiettivo è ridurre il tasso di abbandonano degli studi portandolo al 10% entro il 2020, oltre che potenziare l’alternanza scuola-lavoro e reintrodurre l’obbligatorietà dell’insegnamento dell’educazione civica.

Quanto alla lista Insieme (Prodi), si parla di attuazione di tutte le direttive europee non ancora percepite dall’Italia, onde diminuire le procedure di infrazione, di elezione diretta del presidente della Commissione europea e di rivisitazione dell’accordo di Dublino, per quanto riguarda l’Europa. In tema ambiente, si propongono incentivi per gli investimenti nel settore dell’energie rinnovabili e di un Piano Clima Energia per ridurre, tra l’altro, la dipendenza dalle fonti fossili. Per il Sociale si parla di accessi gratuiti agli asili pubblici e di approvazione dello Ius Soli.

• TERZO POLO (MOVIMENTO 5 STELLE)

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Parliamo ora del “terzo polo”, ovvero il Movimento Cinque Stelle guidato da Luigi Di Maio, che preoccupa non poco gli avversari: da più parti criticato per la presunta incompetenza dei suoi componenti, (ma anche per “l’affaire Rimborsopoli”) in questa campagna elettorale, il Movimento, presentatosi in solitaria alle elezioni, risulta essere comunque il primo partito italiano per numero di votanti. Tra i punti salienti del programma pentastellato, ritroviamo il tanto discusso reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del Movimento, lo stop alle pensioni d’oro, ai vitalizi ai privilegi e agli sprechi della politica, l’ innalzamento della pensione minima a 780 euro netti al mese per tutti i pensionati e dunque l’abolizione della legge Fornero, oltre che a quella di circa altre 400 leggi ritenute inutili, procedimento, quest’ultimo, che alleggerirebbe i processi burocratici. In tema sanità, si parla di riduzione delle liste d’attesa per tutti gli esami medici. Tra gli altri punti, si propongono sussidi alle famiglie con figli mediante rimborsi per asili nido, baby sitter e pannolini. Superamento della “Buona Scuola” ed incremento della spesa pubblica per l’istruzione scolastica per quanto riguarda la Scuola e, infine un investimento da 50 miliardi per l’ambiente (rinnovabili, mobilità elettrica, uscita dal petrolio entro il 2050), tema molto caro al Movimento.

• SINISTRA (LIBERIeUGUALI)

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Vediamo, infine, quali sono le proposte della Sinistra di Pietro Grasso, Presidente uscente del Senato, che ha raccolto tra le sue fila i “grandi delusi” del PD di Renzi, tra cui due volti storici dello stesso partito: D’Alema e Bersani (oltre che la Presidente uscente della Camera Laura Boldrini). Tra i punti salienti, anche la ricetta di Grasso – molto attento all’Istruzione – prevede la soppressione della“Buona Scuola”, ed a questa aggiunge la proposta di abolizione le tasse universitarie. Sul lavoro si parla di reintroduzione dell’articolo 18, con investimenti per l’ occupazione. Un’ imposta unica con aliquota progressiva e l’appoggio all’ introduzione della Tobin Tax, l’imposta sulle transazioni finanziarie. Riguardo al sistema pensionistico, LeU propone di modificare radicalmente la riforma Fornero riconsiderando il sistema di uscita anticipata o ritardata dell’età pensionabile per la tipologia dell’attività svolta. In quanto al piano sanitario, si propone il superamento del sistema di ticket e si garantiscono investimenti sulla prevenzione e il rafforzamento dei sistemi delle vaccinazioni, con l’obiettivo di ridurre i fattori di rischio, ma anche un rafforzamento dell’organico nelle strutture sanitarie. Infine, per l’ambiente, Grasso punta alla conversione ecologica, prevedendo l’imposizione di una carbon-tax, e la realizzazione di un efficace programma energetico per la regolamentazione delle rinnovabili.

Stando alle ultime rilevazioni effettuate dai principali istituti di sondaggio, la coalizione del Centrodestra dovrebbe raggiungere il 36-38% delle preferenze, con un netto vantaggio sulle altre forze in gioco. Il M5S, che rimane primo partito, è stimato tra il 27% e il 29%, mentre il PD, in caduta libera, è dato in una forbice tra il 20% e il 24%. LeU, infine, dovrebbe raccogliere una percentuale di consensi che va dal 5,5% al 7%.

• PARTITI MINORI (CASAPOUND, FN, POTERE AL POPOLO, 10VM, PC, SR, PDF)

Abbiamo visto, dunque, quali sono le proposte dei maggiori partiti in corsa. Tuttavia, attorno a questi, una miriade di piccoli partiti si sono messi in gioco per ottenere qualche seggio in Parlamento. Tra i tanti ricordiamo Casapound e Forza Nuova-Italia agli Italiani (estrema destra), Potere al Popolo (sinistra radicale), 10Volte meglio di Andrea Dusi, il Popolo della famiglia, Partito Comunista e Sinistra Rivoluzionaria. Casapound e Forza Nuova da un lato e Potere al Popolo dall’altro, sono stati protagonisti di diversi episodi di violenza durante questa campagna elettorale, che ha visto, tra le due fazioni, episodi di violenza, manifestazioni davvero caotiche ed aggressioni ai rispettivi militanti, tanto da riportare le nostre menti, talvolta, ai temibili Anni di Piombo. A partecipare, in questo gioco di violenze, anche i Centri Sociali. In ogni caso, è improbabile che qualcuno tra questi partiti raggiunga l’obiettivo del 3%, che, come vedremo nella sezione successiva, rappresenta la soglia di sbarramento prevista dalla nuova, discussa legge elettorale.

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2. Una legge elettorale-incubo : il Rosatellulm Bis

La nuova legge elettorale prende il nome da Ettore Rosato, capogruppo del PD e suo relatore in Parlamento. Il Rosatellum Bis prevede un sistema elettorale misto, cioè sia proporzionale sia maggioritario. Il 64% dei seggi è assegnato in collegi plurinominali con metodo proporzionale, i seggi sono divisi in proporzione al numero dei voti ottenuti dai partiti o dalla coalizione che rappresentano. Il 36% dei seggi è invece assegnato in collegi uninominali con metodo maggioritario.

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Per intenderci, il voto maggioritario è espresso in collegi uninominali (porzioni del territorio nazionale che comprendono un determinato numero di elettori), dove vince chi riceve il maggior numero di voti permettendo così l’esclusione delle minoranze ed il candidato eletto è espressione diretta del suo territorio, mentre il voto proporzionale è espresso in collegi (o circoscrizioni) plurinominali, in cui i seggi vengono assegnati ai partiti in proporzione ai voti ricevuti.

  Domenica, gli elettori, (che potranno recarsi alle urne dalle ore 7:00 alle ore 23:00), riceveranno due schede: una per la Camera dei Deputati e una per il Senato della Repubblica (quest’ultima sarà consegnata solo agli elettori che abbiano compiuto 25 anni) ; in ogni scheda si vota sia per l’uninominale sia per il proporzionale.

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Il Rosatellum bis impone il 3% come soglia di sbarramento per liste e partiti su base nazionale ed il 10% quella per le coalizioni. I partiti o le liste che non raggiungeranno il 3% dei voti, saranno automaticamente esclusi dal Parlamento. È dunque chiaro che il sistema favorisce chi non corre da solo, ma si presenta in lista con altri.

Nelle coalizioni non saranno contati i voti dei partiti che non avranno superato l’1%, mentre voti delle liste che non avranno superato almeno il 3% verranno ripartiti all’interno della coalizione. Non è previsto il voto disgiunto.
Non avete capito nulla? Non preoccupatevi, non siete gli unici!

Il Rosatellum Bis, che doveva fissare un nuovo, trasparente sistema elettorale, è stato fin da subito criticato per la poca chiarezza che ostenta. Chi ci rimette? I cittadini, senz’ombra di dubbio. Basti pensare alle persone più anziane, o ai giovanissimi che voteranno per la prima volta, che vedranno in molti casi il loro voto esser dichiarato nullo.

Con l’intento di fare chiarezza su questo complicatissimo sistema elettorale, Voix d’Europe vi propone un video (TELOSPIEGO), che potrà essere d’aiuto, consultabile cliccando sul link qui di seguito riportato:

  Per concludere, vorremmo condividere con i lettori il nostro punto di vista a riguardo dei possibili scenari post-voto: è probabile che nessun partito o coalizione raggiunga una maggioranza per formare un Governo. Si ricorrerà dunque, in tal caso, ad una serie di trattative tra le forze in campo, maggiori e minori, per poter raggiungere una maggioranza e pretendere di ricevere un incarico di Governo da parte del Presidente della Repubblica. Ogni partito in corsa ha, ad oggi, escluso categoricamente uno scenario di Larghe Intese, questo significa che sembrerebbe scongiurata un’eventuale Große Koalition alla tedesca.

Natacha DA ROCHA & Tommaso VENTIMIGLIA

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